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Fiore del Cielo, lunedì mattina lo smontaggio; sabato sera le penne sotto la Macchina
In risposta alle numerose telefonate ed e-mail pervenute in questi giorni al Comune di Viterbo, riguardanti la permanenza della Macchina di Santa Rosa sul sagrato della basilica di Santa Rosa, si comunica che Fiore del Cielo resterà fino a domenica 12 settembre e verrà accesa ogni sera. Lo smontaggio avrà inizio nella mattinata di lunedì 13 settembre. Per proseguire inoltre l’ormai tradizionale iniziativa delle “Penne sotto la macchina”, il costruttore Loris Granziera, in collaborazione con Red Rose Cafè e Cotto e Magnato, concederà il bis. Dopo il successo dello scorso 31 agosto a San Sisto, a pochi giorni dal trasporto, l’appuntamento si ripeterà sabato 11 settembre, a partire dalle 20,30, in Largo Facchini di Santa Rosa.
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7set2010 | Home | Commenti disabilitati | Continued”Gratta e Vinci”: a Carbognano con ”Turista per Sempre” vinti 200Mila euro e rendita di 6Mila euro al mese per 20 anni
Vincita strabiliante a Carbognano. Grazie ad un biglietto Gratta e Vinci della serie “Turista per sempre” un fortunato sconosciuto ha trovato la combinazione vincente che gli garantisce 200 Mila euro subito e una rendita di 6 Mila euro mensili per i prossimi 20 anni. A scoprire la vincita è stato il gestore del bar di Carbognano dopo aver ricevuto una lettera in cui veniva ringraziato per per aver cambiato letteralmente la vita del fortunato vincitore.
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7set2010 | Home | Commenti disabilitati | ContinuedAlimentare: maiali, fare luce sulla vicenda
“Si faccia al più presto luce sulla vicenda”, è quanto afferma il Presidente della Commissione regionale Agricoltura, Francesco Battistoni, in merito all’interdizione di un allevamento di maiali in provincia di Viterbo. “Piena è la fiducia nel servizio veterinario della Asl che, dopo alcune analisi sulle carni, ha reputato opportuno fare ulteriori controlli per verificare l’eventuale utilizzo di estrogeni”. In attesa di conferma sull’impiego o meno di queste sostanze, si è proceduto al blocco della produzione e alla distruzione delle carni analizzate che hanno rilevato valori sospetti. “Rassicurazioni ai cittadini giungono dal servizio veterinario che sta lavorando al fine di fare chiarezza sulla vicenda. Mi auguro vivamente – conclude Battistoni – che ai cittadini arrivino risposte certe; voglio inoltre sottolineare come l’utilizzo di estrogeni non renda merito alla nostra agricoltura, la cui qualità deve essere tutelata sia nell’interesse dei consumatori che degli agricoltori stessi”.
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6set2010 | Home | Commenti disabilitati | ContinuedIn cammino sulle vie dell’esilio di santa Rosa
Grande successo per la sesta edizione dell’iniziativa “In cammino sulle vie dell’esilio di Santa Rosa”. Oltre centocinquanta i partecipanti. Un percorso naturalistico di rara bellezza tra boschi, sorgenti e castelli medioevali. Organizzato dall’associazione culturale Take Off di Viterbo, presieduta da Silvio Cappelli, che ha lo scopo di rievocare l’esilio subito dalla Santa patrona viterbese quando nel 1250 fu cacciata dalla città e costretta a recarsi nei vicini paesi di Soriano nel Cimino e Vitorchiano. Hanno partecipato, tra gli altri, Mario Latilla del Masci – movimento scout adulti, lo scrittore Antonello Ricci e l’esperto forestale Sabatino Di Berardino. Presente anche l’assessore alla cultura del Comune dei Viterbo Vito Maria Guerriero. Tra i più in forma il maratoneta ottantenne Enio Peverini. Un’iniziativa che si è articolata su tre giornate a completamento del tragitto che fece la nostra Santa patrona pochi mesi prima di morire, verso Soriano nel Cimino e Vitorchiano prima di rientrare a Viterbo. La prima giornata è giornata iniziata con la Santa Messa e la benedizione impartita da padre Agostino Mallucci parroco della basilica di San Francesco in Viterbo. Un percorso interamente immerso nel verde dei Monti Cimini che ha visto partecipe anche il “Comitato Centro Storico” di Viterbo che ha improvvisato, per il piacere dei presenti, un’esibizione in costumi medioevali curata da Giancarlo Bruti. Significativa anche la presenza dei membri dell’associazione “Nordic Walking” di Viterbo presieduta da Domenico Meschini. Con la sosta alle sorgenti di Acquaspasa e la visita alla chiesetta dell Trinità molto gradite dai partecipanti. La seconda giornata ha interessato il percorso compreso tra Soriano nel Cimino e Vitorchiano. Passando accanto alla chiesetta intitolata alla Madonna di Loreto, citata da Pirandello nelle sue novelle, fino all’interessantissimo sito archeologico di Corviano con il suo castello medioevale, le tombe antropomorfe e le case ipogee realizzate a strapiombo su un’altissima rupe. Prima di arrivare a Vitorchiano una visita alle chiesette di Santa maria degli arrotini e di San Michele Arcangelo. L’ultima giornata è iniziata con la visita alla Casa di Santa Rosa vitorchianese, all’interno del centro storico ed è proseguita per le strade Gramignana, Piscine, Costa Volpara e Palanzana. Molte le soste per valorizzare gli aspetti storici, religiosi e naturalistici. Da riscontrare anche una significativa presenza di turisti tedeschi giunti dalla vicina Bolsena.
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6set2010 | Home | Commenti disabilitati | ContinuedTrasporto della Macchina di Santa Rosa 2010: tempi di percorrenza
“Trasporto in massima sicurezza per i facchini e per le migliaia di spettatori che hanno assistito alla Macchina di Santa Rosa 2010”. Questa è la prima considerazione del Prof. Nuccio Chiossi, responsabile di questa iniziativa designato dal Coni Comitato Provinciale di Viterbo, dopo aver visto i tempi di percorrenza delle varie fermate della Macchina di Santa Rosa. “Il servizio di cronometraggio della Macchina vuole essere soltanto uno strumento in più per statistiche e commenti vari al servizio dei cittadini – ci dice Nuccio Chiossi – senza scomodare gli amanti dei record da battere. Se devo essere sincero c’è solo una tratta che è interessante dal punto di vista dei tempi ed è la salita di Santa Rosa. L’ultima parte del trasporto è veramente quello dove lo sforzo fisico è massimale e continuo, a differenza delle altre dove lo sforzo è più omogeneo e cadenzato. Il primo dato che salta agli occhi confrontando i tempi rispetto al trasporto 2009 è che quest’anno tutte le tappe sono state percorse con tempi più alti, mentre le pause sono state più brevi. Secondo me – prosegue Chiossi – un motivo può essere il fatto che nel trasporto 2009 essendo l’esordio di questa Macchina c’è stata da parte dei facchini una preoccupazione inconscia che ha determinato una volontà di arrivare alla sosta prima possibile, mentre il trasporto 2010 è stato improntato sulla cura dei particolari dando così una maggiore “sicurezza” al trasporto stesso. Per quanto riguarda le soste che sono state più brevi, anche questo è un fattore positivo, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista pratico. Una pausa troppo lunga determinerebbe un raffreddamento eccessivo dei muscoli dei facchini ed un calo di concentrazione e di adrenalina troppo intenso quindi mi sembra positiva anche questa scelta fatta dal Capofacchino Rossi. Il motivo di ordine pratico è che essendo il trasporto 2010 durato una ora e 55 minuti e quello del 2009 2 ore e 10 minuti, il pubblico (soprattutto quello nelle tratte terminali) ha aspettato 15 minuti in meno, non poca cosa considerando che il pubblico è assiepato per ore lungo il percorso. Dunque – conclude Chiossi – al trasporto perfetto e senza problemi come dichiarato da tutti si aggiunge un giudizio eccellente anche per quanto riguarda i tempi di percorrenza e le pause della macchina. Approfitto ancora una volta per ringraziare per la disponibilità e l’attenzione per questa iniziativa Livio Treta Presidente del Coni di Viterbo e Giulio Marini Sindaco di Viterbo grazie ai quali è stato possibile svolgere questo servizio per il secondo anno consecutivo. Per il dettaglio tecnico dei tempi di percorrenza consultare la tabella che segue:
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2009 |
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TRASPORTO DELLA MACCHINA DI SANTA ROSA 2010 |
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tempo |
sosta |
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tempo |
sosta |
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20′ 30″ |
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SANTA ROSA |
PORTA ROMANA |
20′ 30″ |
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3′ 23″ |
21′ 32″ |
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PORTA ROMANA |
PIAZZA FONTANA GRANDE |
4′ 26″ |
13′ 20″ |
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4′ 50″ |
37′ 50″ |
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PIAZZA FONTANA GRANDE |
PIAZZA DEL COMUNE |
5′ 02″ |
29′ 12″ |
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2′ 20″ |
12′ 12″ |
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PIAZZA DEL COMUNE |
PIAZZZA DELLE ERBE |
2′ 37″ |
10′ 00″ |
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2′ 14″ |
15′ 45″ |
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PIAZZA DELLE ERBE |
SUFFRAGIO |
2′ 22″ |
14′ 07″ |
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4′ 30″ |
23′ 05″ |
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SUFFRAGIO |
PIAZZA DEL TEATRO |
4′ 50″ |
23′ 28″ |
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2′ 31″ |
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PIAZZA DEL TEATRO |
SANTA ROSA |
2′ 41″ |
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PARTENZA ORE 21:40 |
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PARTENZA ORE 21:35 |
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ARRIVO ORE 23:50 |
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ARRIVO ORE 23:28 |
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Nuccio Chiossi
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6set2010 | Home | Commenti disabilitati | ContinuedRobur s.p.a.: e se fosse solo l’inizio?
Diciamo la verità. I più sorpresi dello scandalo relativo ad una delle quattro “zampe” dell’idrico viterbese, la Robur s.p.a., siamo proprio noi dell’Italia dei Valori. Lo siamo a tal punto da non capacitarci di tante cose.
Innanzitutto: possibile che solo noi, gli ultimi arrivati nell’amministrazione della politica della Tuscia, ci accorgiamo dopo pochi mesi di una voragine milionaria, mossi dallo scrupolo di semplici cittadini? Eppure i numeri sono lì, alla portata di tutti: della destra, della sinistra e del “centro”, se questo ha ancora un significato. Perché nessuno ha alzato la mano? Dobbiamo pensare che il Sindaco del Comune di Viterbo (titolare del 75% di Robur s.p.a.) non fosse al corrente di un ammanco del genere? Oppure (non sapendo cosa sia peggio!) è da sempre al corrente e non ha mai detto nulla? E l’opposizione? Perché non ha cercato di approfondire un tema tanto importante come l’acqua pubblica in mano a strutture del genere?
La nostra speranza è di avere solo anticipato le intenzioni del Sindaco Marini e del Presidente Meroi circa il coinvolgimento della Corte dei Conti, che formalizzeremo a breve. Si tratta di un atto dovuto: è un classico esempio di “interesse comune”. Non è vero?
Tra l’altro, fa sorridere il polverone che da settimane circonda proprio la struttura che dovrebbe prendere sotto la propria “ala protettrice” la Robur s.p.a., cioè quella Talete che non trova pace. Una società in mano (come tutte le partecipate) a correnti e opportunismi, vittima designata, in questo caso, dell’ennesimo scontro fratricida nel PD viterbese. Non proprio un bello spettacolo.
Ma è in questo scenario che per noi corre l’obbligo di richiamare l’attenzione dei nostri concittadini sulle questioni sostanziali: i viterbesi sanno che i milioni di buco nel servizio idrico sono i loro? Cioè, sanno che si tratta di denaro delle loro tasse, andato in fumo? E stiamo parlando solo di un quarto del problema e solo per l’acqua. Un problema che parte da diversi anni or sono! Anni, non settimane o mesi!
E le altre partecipate, ci viene da pensare?
Ci chiediamo e suggeriamo ai nostri illuminati governanti e alla vigile (?) opposizione: non sarebbe il caso di tirare fuori i bilanci di tutte le partecipate pubbliche (della Provincia e del Comune di Viterbo) e metterli a disposizione di Società di Revisione esterne, che certifichino la corretta gestione dei soldi di tutti noi. Soldi che sono passati e passano tutt’ora in queste oscure vie, zeppe di punti interrogativi?
Ricordiamo a chi non lo sapesse che una Società di Revisione esterna è una struttura terza che non può che valutare nella sua oggettività le ragioni di un eventuale debito. Proprio per avere un parere limpido, la stessa attuale Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ha fatto esattamente questo appena giunta al governo nel mese di marzo. Perché si tratta di una soluzione che tutela lei stessa da responsabilità pregresse. Quindi? Caro Sindaco Marini, non faccia il timido! Caro Presidente Meroi, suvvia: non tentenni!
La nostra paura è che la Tuscia abbia in mano, con le cosiddette “partecipate”, non tanto un pugno di mosche, quanto un pugno nello stomaco per tutti i suoi contribuenti. Già, perché indovinate chi dovrà ripianare i buchi della Robur s.p.a., dato che già per ripianare (in parte) i debiti del CEV il Comune di Viterbo ha alienato pressoché tutti i propri immobili? Già. Esatto: tutti noi cittadini, con le bollette dei prossimi anni. Un bel cadeau, insomma! Almeno vorremmo avere i nomi di coloro che dovremo “ringraziare”.
Troppi gli interrogativi, insomma, su queste macchine a capitale pubblico, sulla loro reale salute finanziaria, sulla possibilità che tra le voci contabili si possano nascondere veri e propri funambolismi. Noi abbiamo questo terribile sospetto. Che verificheremo, non abbiate timore!
L’Italia dei Valori ritiene doveroso andare in fondo a questa faccenda, che vede in gioco molti soldi dei viterbesi. Da tanti anni a questa parte! Parliamo di strutture gonfie di dipendenti, dirigenti e con costi rilevanti, pagati da tutti noi. Fosse solo l’inizio di una Via Crucis per le tasche dei viterbesi?
Antonio Micci – Coordinatore IDV Provincia di Viterbo
Giuseppe Anelli – Coordinatore IDV Città di Viterbo
Raffaele Saladino – Consigliere Provinciale IDV
Giovanni Francola – Consigliere Provinciale IDV
Coordinamento IDV Provincia di Viterbo
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Tarquinia: grande successo sabato sera per l’inaugurazione della ”Mostra ‘arcaista”
Grande successo sabato sera per l’inaugurazione della mostra dal titolo “Dall’arcaico all’arcaismo – artisti a confronto tra passato e presente”.
La mostra, che rimarrà aperta fino al 26 settembre, si svolge all’interno delle antiche cave dove l’artista Omero Bordo ha creato “Etruscopolis”.
“Sono orgoglioso del risultato ottenuto – dice l’ideatore dell’evento Massimo Stefani – abbiamo portato a Tarquinia grandi personaggi del mondo della cultura e del giornalismo. Un successo senza precedenti, che conferma l’arcaismo come la vera forza della cultura italiana oggi.”
Durante la manifestazione è stata annunciata la prossima fatica letteraria di Massimo Stefani. Infatti, il 27 novembre sarà pubblicato il libro “La nave arcaista”, naturale prosieguo del volume “Il Teorema dell’Arte” che tanto successo ha avuto tra gli appassionati.
Il Presidente dell’Università Agraria Alessandro Antonelli, ha avuto parole di elogio per l’iniziativa e ha proposto di istituzionalizzare il Premio Arcaista, così come il Vice Sindaco Giovanni Serafini che ha sottolineato la vicinanza dell’amministrazione comunale a questo tipo di mostre che espongono opere di altissime livello.
La serata ha visto la partecipazione di Paolo Levi, Attilio Romita, Osvaldo Bevilacqua, Flavia Marinpietri, Diego Cimara, Alessandro Conte e Massimo Ciccognani.
Una sfilata di moda, presentata da Massimo Stefani e dall’affascinante Miriana Trevisan, ha concluso la giornata.
A curare la sfilata di moda sono state Roberta Cangemi per gli abiti da sposa e la stilista Loredana Dell’Anno che ha creato appositamente gli abiti indossati per l’occasione da Miriana Trevisan.
Il pubblico è stato allietato dalle canzoni interpretate da Franco e Giulia Stefani.
La brava Raffaella Nauaui, si è esibita nella danza del ventre.
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6set2010 | Home | Commenti disabilitati | ContinuedBattistoni: ”L’agricoltura sponsorizza tutto il territorio”
“La Tuscia esalta le tipicità gastronomiche del proprio territorio”, questo il commento di Francesco Battistoni, Presidente della Commissione Agricoltura della Regione Lazio, presente alla sagra della lumaca di Barbarano Romano, insieme al Sindaco Angelo Guerrini e agli assessori Rinaldo Marchesi e Marco Maria Berretta, svoltasi durante lo scorso fine settimana.
L’evento, organizzato dall’amministrazione comunale in collaborazione con la Pro Loco e con il sostegno della BCC di Barbarano Romano, ha registrato una notevole presenza di pubblico. “Manifestazioni come questa sono importanti per promuovere i prodotti tipici, le tradizioni, la gastronomia e le eccellenze del nostro territorio”, ha detto Battistoni, sottolineando “l’impegno organizzativo, e soprattutto economico, delle amministrazioni comunali al fine di realizzare eventi che non solo ribadiscono l’importanza del settore agricolo, ma si fanno promotori di tutto il territorio circostante, delle attività e attrazioni che questo offre, richiamando un pubblico vasto e che sempre più dimostra il suo interesse per il viterbese”.
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6set2010 | Home | Commenti disabilitati | Continued
Successo per ”Rosa Shopping” organizzata dai commercianti di via Saffi a Viterbo
Il presidente Marcello Meroi plaude al successo riscosso dalla manifestazione “Rosa Shopping” organizzata la sera del 4 settembre dall’Associazione “ViviAmo il centro storico” costituita dai commercianti di via Saffi.
Anche la Provincia ha offerto il suo contributo mettendo a disposizione il cortile di Palazzo Gentili per una mostra di auto e moto d’epoca, molto apprezzata dai visitatori. Tante le persone che hanno affollato le vie principali della città, passeggiando fra un negozio e l’altro e respirando a pieni polmoni l’atmosfera della festa seguita al Trasporto della Macchina.
“Ringrazio i commercianti – è stato il commento di Meroi – perché, con questa bella iniziativa, hanno offerto un importante contribuito alla valorizzazione del centro storico. Anche la Provincia ha voluto dare una mano ai negozianti di via Saffi, aprendo al pubblico il cortile principale che è sembrato lo scenario ideale per ospitare la rassegna d’auto e moto d’epoca. Uno spazio pubblico che, per troppo tempo, è rimasto chiuso e che è nostra intenzione restituire alla città contribuendo a rivitalizzare il centro storico con iniziative culturali di vario tipo. A tal proposito stiamo già pensando quale genere di manifestazioni ospitare all’interno del palazzo, già a partire dai prossimi mesi. La Provincia svolge un ruolo determinante nella programmazione e nella promozione della cultura come volano di sviluppo per il territorio. Avere a disposizione uno spazio che ben si presta alla produzione di cultura di qualità, è un sicuro investimento”.
Durante la serata è stato consegnato al presidente Meroi e all’assessore Paolo Bianchini da parte dei commercianti, il “Viterbino D’Oro” una moneta coniata per l’occasione, a suggello della positiva collaborazione instaurata.
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6set2010 | Home | Commenti disabilitati | ContinuedBambino scalzo e solo vaga per ore a Tarquinia. Ritrovato
Solo. A piedi scalzi. Così ha girovagato per ore a Tarquinia un bambino di soli 7 anni. Solo dopo innumerevoli avvistamenti e segnalazioni il bambino, inavvicinabile per la mancata collaborazione con gli agenti di Polizia, è stato convinto da una psicologa del Comune a dire il nome del padre. Rintracciati dopo ore di ricerche, i genitori hanno affermato di averlo cercato disperatamente dopo che, in seguito ad un rimprovero, il piccolo si era allontanato da casa.
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6set2010 | Home | Commenti disabilitati | ContinuedParroncini: ”Al lavoro sulla proposta di legge per il museo della Macchina di Santa Rosa”. ”Con il riconoscimento dell’Unesco, un salto di qualità anche turistico”
“Il Trasporto della Macchina di Santa Rosa quest’anno è stato fortemente caratterizzato dalla presenza dei rappresentanti dell’Unesco. Riuscire a inserirla nel patrimonio dell’umanità sarebbe un salto di qualità enorme, che tutti auspicano. E oggi, a maggior ragione, sono convinto che una proposta di legge per l’istituzione del museo della Macchina di Santa Rosa si incastrerebbe a perfezione in un ragionamento di valorizzazione che possa far uscire definitivamente e di slancio il 3 settembre dai nostri confini. Per questo, sto lavorando per verificarne le condizioni e il modo migliore di elaborarla”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Parroncini.
“Il museo – dice Parroncini – potrebbe mettere insieme la storia della città dei Papi, la tradizione della festa, anche religiosa, il forte legame dei viterbesi con la Santa, l’abilità progettuale e creativa, insieme naturalmente alla figura del Facchino e alla bellezza del Campanile che cammina, nelle forme che si sono succedute nel corso degli anni. Dal punto di vista turistico e dell’immagine, il ritorno sarebbe eccezionale. Se poi la Rete delle Macchine a spalla (Gubbio, Nola, Palmi e Sassari oltre a Viterbo) venisse riconosciuta dall’Unesco, si potrebbe realizzare quanto tutti auspicano da sempre: che il 3 settembre possa vivere tutto l’anno”.
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5set2010 | Home | Commenti disabilitati | ContinuedGrande successo per la sesta edizione dell’iniziativa ”In cammino sulle vie dell’esilio di Santa Rosa”
Un percorso naturalistico di rara bellezza tra boschi, sorgenti e castelli medioevali. Organizzato dall’associazione culturale Take Off di Viterbo, presieduta da Silvio Cappelli, ha lo scopo di rievocare l’esilio subito dalla Santa patrona viterbese quando nel 1250 fu cacciata dalla città e costretta a recarsi nei vicini paesi di Soriano nel Cimino e Vitorchiano.
si parte da Vitorchiano
e si ritorna a Viterbo
Appuntamento ore 8,30 nel palazzo comunale di Vitorchiano. Camminando sulle Strade Gramignana, Piscine, Costa Volpara, e Palanzana, arriveremo fino a Viterbo dove ci si ritroverà presso il Santuario di Santa Rosa. Tra i resti della civiltà etrusca, da un castello con intorno un gruppo di case costruito dai Longobardi su una massa tufacea, protetto da ripidi pendii, nasce Viterbo come Comune che pervenne allo Stato della Chiesa sotto Carlo Magno. Dal X secolo in poi Viterbo conobbe uno sviluppo che la portò ad un notevole livello di importanza. Prima della fine del XI secolo venne innalzata la cinta muraria e furono costruite le porte cittadine. Tutto ciò avvenne per iniziativa degli abitanti che a quel tempo già si erano uniti in una comunità indipendente ed autonoma. L’abitato assunse così l’aspetto di città, governata da consoli, con tanto di Statuto Comunale. Nella seconda metà del XIll secolo vi soggiornarono a lungo diversi pontefici. Dal 1268 al 1271, all’interno del Palazzo Papale, costruito nel 1265 e situato nel suggestivo e caratteristico quartiere medioevale di San Pellegrino, si tenne il primo e più lungo Conclave che portò all’elezione di papa Gregorio X. Fu in questa occasione che, dopo molti mesi di indecisione sul nome del nuovo pontefice, i cardinali furono rinchiusi dai viterbesi nel palazzo, “Cum clave”, con il tetto scoperchiato, ed esposti alle intemperie, fino all’avvenuta elezione. Oggi a Viterbo, dal 2 settembre iniziano le feste religiose in onore di San Rosa, patrona di Viterbo, con il Corteo storico con costumi varie epoche; il 3 settembre, alle ore 21, avviene il famoso trasporto della Macchina di S.Rosa, torre luminosa alta 30 metri e del peso di 5 tonnellate, che è trasportata a spalle lungo le vie cittadine da un centinaio di “Facchini” fino al Santuario. Quest’ultimo fu edificato, probabilmente, sulle fondamenta della Chiesetta del 1200 (dedicata a S. Maria delle Rose) che era annessa al Convento di San Damiano. La chiesa venne intitolata a Santa Rosa da Viterbo dopo che Papa Alessandro IV, nel 1258, vi fece traslare il corpo della piccola Santa viterbese. Nel corso dei secoli, anche a seguito del crescente culto verso la Patrona, sono stati effettuati numerosi interventi di ampliamento e rifacimento. Quello risalente al 1849, come si legge sulla facciata della Chiesa, fu voluto dal Cardinal Pianetti che ne affidò il progetto a Vincenzo Federici. La cupola, invece, fu realizzata nel 1913. All’interno l’opera di maggior pregio, dopo la perdita degli affreschi quattrocenteschi di Benozzo Bozzoli, è senza dubbio la “Madonna in trono con Bambino tra S. Rosa e S. Caterina d’Alessandria” dipinta da Francesco di Antonio, detto il Balletta. Il corpo incorrotto di Santa Rosa si trova dietro una grande cancellata in ferro ed è racchiuso in un’Urna fatta costruire dal Cardinal Urbano Sacchetti nel 1683, dopo la sua elezione a Vescovo di Viterbo.
L’attiguo Monastero, splendente della sua umile bellezza, si formò anch’esso nella prima metà del secolo XIII quando alcune nobildonne viterbesi, sulla scia spinta emotiva del culto per Chiara e Francesco, acquistarono, a ridosso della cinta muraria, il terreno dotato di alcuni casalini. Da questi, e probabilmente anche da una parte del castello di Federico II, distrutto dal cardinal-soldato Raniero Capocci, si consolidò e si ampliò l’attuale edificio. Le monache, custodi del Sacro Corpo, vi vivono in clausura fin dai primi tempi adottando, come forma di vita, la regola di Chiara d’Assisi. La Casa di Santa Rosa, adiacente al monastero, ci è stata tramandata inalterata con le fattezze del XIII secolo: un orto-giardino, una stanza con un grande camino, massicce travi di sostegno al soffitto, pavimento in cotto e pietra viva alle pareti. Al suo interno, oltre ad una statua in legno policromo del XVII secolo raffigurante il miracolo delle rose ed a numerosi ex voto, è esposta anche l’urna in legno che contenne il Corpo della Santa dal XV al XVII secolo. Il 2 settembre di ogni anno il Corteo Storico di Santa Rosa sfila per le vie di Viterbo ed accompagna, in una prestigiosa cerimonia che evidenzia l’aspetto più intimo e religioso dei festeggiamenti, la solenne Processione. Questa rinnova l’antica usanza per la quale le autorità cittadine insieme al clero si recavano, e si recano tutt’oggi, a rendere omaggio alla Patrona, come deliberato nel 1512 dal Consiglio dei Quaranta, in ricordo della traslazione del Corpo incorrotto della Santa. Nel corso della processione viene oggi condotto, lungo le principali vie cittadine, il Cuore di Santa Rosa, conservato ancora integro nel reliquiario donato al monastero delle Sorelle Clarisse da Papa Pio XI. Il Corteo parte dal Santuario di Santa Rosa e attraversa il quartiere medievale di San Pellegrino fino alla cattedrale; da qui ha inizio la processione attraverso le vie del centro che si conclude con il rientro alla chiesa della Santa. Il Corteo Storico è attualmente composto da oltre 300 figuranti con costumi tipici dei vari secoli, a partire dal 1200 fino ad arrivare al 1800, che rappresentano le massime autorità viterbesi, con le rispettive milizie, che hanno celebrato nel tempo la loro amata piccola concittadina. Aprono il Corteo i Boccioli simbolo del particolare legame dei piccoli viterbesi di oggi con la loro Santa, coetanea di ieri, morta giovanissima e con una fanciullezza travagliata ma piena di episodi miracolosi. Separano i vari secoli le Rosine, ragazze che indossano un saio grigio violaceo raffiguranti la giovane figura di Santa Rosa. Esse recano cesti, con rose e candele, in ricordo dei doni che venivano offerti dal Comune di Viterbo alla Comunità delle Clarisse dal XV secolo fino all’inizio del XX secolo. Nel 1998 è stata ultimata una ricognizione medico scientifica che ha confermato uno straordinario grado di conservazione del Sacro Corpo di Santa Rosa e dei suoi organi interni. Sono state documentate tracce del contenuto endocranico, con resti di tessuto cerebrale. Sono stati dimostrati in questa stessa occasione anche resti ben conservati di altre parti molli, come gli apparati ligamentari, nonché le masse muscolari. Lo scheletro è apparso in ottime condizioni di conservazione, con ossa tutte in connessione anatomica. L’esame radiografico ha anche dimostrato la presenza di un’ombra epatica molto ben definita. Dal punto di vista antropologico l’esame radiografico dello stato dei denti, delle cartilagini e delle ossa è servito a fornire le conferme essenziali riguardo all’età della morte di Santa Rosa compresa tra i 18 e i 20 anni. L’osservazione microscopica del cuoio capelluto ha anche dimostrato la presenza di frammenti di capelli di colorito scuro. Il monastero di Santa Rosa fu fondato agli inizi del XIII secolo con il patrocinio di Santa Maria. Le fondatrici conducevano una vita simile a quella monastica, pur non avendo alcuna regola codificata. Successivamente seguirono l’esempio di Chiara d’Assisi che osservava la forma di vita scritta per lei da san Francesco. Quando il papa approvò questa regola le Sorelle di Viterbo vi si conformarono e la adottarono come loro forma di vita ancora oggi osservata. Il monastero è stato ed è un vivaio di santità che ha donato alla Chiesa autentiche Beate, Venerabili e Serve di Dio.
Accoglie ragazze desiderose di fare esperienza di silenzio e di preghiera alla ricerca della propria vocazione. Accanto al monastero sono il santuario dove è conservato il Sacro Corpo e l’umile Casa di Santa Rosa che ci è stata tramandata inalterata in tutte le sue fattezze del XIII secolo ove si respira ancora la presenza della Santa.
- Collegamento tra le tre località con treno Met.Ro. (ex Roma Nord);
- si consiglia abbigliamento adeguato
info: 338 2129568
Orari utili per gli spostamenti
con il treno da/per
Viterbo, Soriano nel Cimino
e Vitorchiano
Domenica 5 settembre 2010
Mattina: partenza da Viterbo ore 6,25 e arrivo in Vitorchiano alle 6,38 – partenza da Soriano nel Cimino ore 9,10 e arrivo in Vitorchiano alle 9,22.
Pomeriggio: partenza da Viterbo ore 16,13 e 17,42 – arrivo in Vitorchiano alle ore 16,26 e 17,55 – arrivo in Soriano nel Cimino alle ore 16,37 – 18,06.
Accompagneranno i partecipanti, tra gli altri, lo scrittore Antonello Ricci e l’esperto forestale Sabatino Di Berardino. Info: 338 2129568
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4set2010 | Home | Commenti disabilitati | ContinuedLa Cavalleria Rusticana di Mascagni all’Arena Valle Faul. Il 4 settembre alle 21,30
La Cavalleria Rusticana all’Arena Valle Faul. Sabato 4 settembre torna il tradizionale appuntamento del Settembre Viterbese con la grande Opera. Quest’anno a essere rappresentata sarà la prima opera composta da Pietro Mascagni, che verrà proposta in versione integrale in forma di concerto. Ad interpretare la più nota delle sedici opere composte dal compositore livornese, diretta dal maestro Stefano Vignati, direttore artistico del festival, Federica Proietti nel ruolo di Santuzza, Cristiano Olivieri in quello di Turiddu, Luigi Cirillo vestirà i panni di Alfio, mentre Olivia Andreini sarà la mamma di Lucia, e Marina Di Marco sarà invece Lola. Ad accompagnare i protagonisti, la Camerata Polifonica Viterbese del maestro Piero Caraba, il coro G. Verdi di Roma del maestro Gea Garatti e l’Orchestra Sinfonica Progetto Sipario. Il successo della Cavalleria Rusticana fu enorme fin dalla prima volta che venne rappresentata al Teatro Costanzi di Roma nel maggio del 1890 e tale è rimasto fino ai giorni nostri. Basti pensare che alla morte di Mascagni, avvenuta nel 1945, l’opera era già stata rappresentata più di quattordicimila volte solo in Italia. In quella prima rappresentazione lo stesso Mascagni fu richiamato sul palco dagli applausi del pubblico per quattro volte. Sempre in quell’anno, in seguito al tutto esaurito delle repliche al Teatro Costanzi, l’opera fu rappresentata in tutta Italia, ma anche a Berlino e a Londra. In America ebbe il suo debutto a Philadelphia al Grand Opera House il 9 settembre 1891. Curioso il caso del debutto dell’opera a New York, avvenuto il 1 ottobre 1891: nello stesso giorno due compagnie diverse rappresentarono Cavalleria Rusticana, una di pomeriggio al Casino, diretta da Rudolph Aronson, l’altra, di sera, al Lenox Lyceum diretta da Oscar Hammerstein. L’opera fu data per la prima volta al Metropolitan Opera il 30 dicembre 1891 assieme a un frammento dell’Orfeo ed Euridice di Gluck e da quel giorno fu poi rappresentata 652 volte nel teatro newyorkese.
L’evento in programma sabato sera, 4 settembre, chiude la stagione lirica e operistica 2010 del Tuscia Operafestival.
La serata avrà inizio alle 21,30. I biglietti sono in vendita al costo di 20 e 15 euro.
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4set2010 | Home | Commenti disabilitati | Continued
Ritrovato il ragazzo austriaco smarritosi nel lago di Bolsena
I soccorritori hanno perlustrato per tutta la notte le acque del lago di Bolsena alla ricerca del giovane austriaco di cui si sono perse le tracce nel tardo pomeriggio di ieri venerdì 3 settembre. A dare l’allarme è stata la fidanzata del disperso, anch’essa austriaca, che ha riferito di aver noleggiato insieme al fidanzato un gommone a Gradoli per raggiungere l’isola Bisentina; una volta tornati a riva, a quanto racconta la ragazza, il giovane si sarebbe accorto di aver dimenticato sull’isola degli oggetto e sarebbe tornato indietro per recuperarli, ma non ha mai fatto ritorno.
Soltanto alle 4 di mattina le ricerche sono terminate quando, lo stesso ragazzo, si è presentato presso la caserma dei Carabinieri di Marta, ai quali ha raccontato di essersi disorientato a causa del buio. In costume e molto infreddolito è riuscito comunque a tornare a riva. Tanta paura e una gran mobilitazioni di mezzi e soccorritori, ma fortunatamente l’avventura del giovane austriaco è terminata positivamente.
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4set2010 | Home | Commenti disabilitati | ContinuedDisperso un ragazzo austriaco nel lago di Bolsena
I soccorritori hanno perlustrato per tutta la notte le acque del lago di Bolsena alla ricerca del giovane austriaco di cui si sono perse le tracce nel tardo pomeriggio di ieri venerdì 3 settembre. A dare l’allarme è stata la fidanzata del disperso, anch’essa austriaca, che ha riferito di aver noleggiato insieme al fidanzato un gommone a Gradoli per raggiungere l’isola Bisentina; una volta tornati a riva, a quanto racconta la ragazza, il giovane si sarebbe accorto di aver dimenticato sull’isola degli oggetto e sarebbe tornato indietro per recuperarli, ma non ha mai fatto ritorno.
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4set2010 | Home | Commenti disabilitati | ContinuedSanta Rosa in Provincia

“Un’emozione ancora una volta indescrivibile”. Così Marcello Meroi commenta il suo primo Trasporto della Macchina di Santa Rosa in veste di presidente della Provincia di Viterbo. Sul percorso insieme ai Facchini, al sindaco Giulio Marini, al presidente della Regione Lazio Renata Polverini, e ai componenti delle giunte e dei consigli di Palazzo dei Priori e di Palazzo Gentili, Marcello Meroi plaude ai “Cavalieri della Santa” che ancora una volta hanno suggellato il loro patto d’amore con la patrona del capoluogo. Una delegazione di Facchini, durante la sosta della Macchina a piazza del Comune, ha portato il saluto del Sodalizio all’Amministrazione provinciale, trattenendosi qualche minuto a Palazzo Gentili per un brindisi beneaugurante.
Ospite d’onore della Provincia, il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri ha assistito al Trasporto dal balcone di Palazzo Gentili. “Sono un affezionato di Santa Rosa – dichiara -, perché credo che una celebrazione religiosa di questo tipo rappresenti un legame importante con le tradizioni e le radici del nostro Paese. Non è un caso se anni fa, in veste di ministro delle Comunicazioni, scelsi proprio Viterbo e proprio il periodo di Santa Rosa per organizzare un meeting internazionale con i colleghi dei Paesi membri dell’unione europea”.
Anche la governatrice del Lazio, Renata Polverini, prima di seguire il Trasporto sul tragitto, si è trattenuta a lungo in Provincia. “Manifestazioni come questa – dichiara il presidente della Regione – danno lustro al Lazio e per questo vanno promosse, sostenute e valorizzate”.
“Il Trasporto della Macchina rappresenta un atto di devozione e fede che i Facchini rivolgono a Santa Rosa e che gli spettatori, viterbesi e non, hanno il piacere e l’onore di ammirare, di solito dopo ore ti trepida attesa – spiega il presidente –. E’ questo un evento che si ripete da secoli e che non può essere paragonato a nessuna tradizione popolare del nostro Paese. Proprio per questo motivo merita di far parte delle manifestazioni culturali e tradizionali considerate dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Ringrazio i Facchini e tutte le personalità intervenute, e saluto questa edizione 2010 del Trasporto della Macchina, un’edizione che personalmente ricorderò con grandissimo piacere perché è la mia prima come presidente della Provincia di Viterbo, con l’augurio di poter ottenere presto questo prestigioso e prezioso riconoscimento”.
4set2010 | Home | Commenti disabilitati | Continued”Disabili, la nostra attenzione non diminuisce a Santa Rosa”

“Ringrazio tutti coloro che mi hanno inoltrato segnalazioni, in senso più o meno positivo sulla questione delle pedane per i disabili, fornendo così un contributo prezioso. Ribadisco la mia attenzione, personale e in qualità di assessore alle politiche sociali, nei confronti dei diversamente abili. Se ci fosse bisogno di dimostrarlo, basta soffermarsi sulla novità di quest’anno, ovvero il posizionamento delle pedane in una posizione privilegiata, come è giusto che sia. Credo che quest’anno lo spazio riservato loro in piazza del Comune, come in Piazza Verdi sia ampio e confortevole. Sull’altezza delle pedane, mi permetto di ricordare che, essendo le stesse portate in prima fila, non necessitano come negli altri anni di un’altezza particolare. Dobbiamo pensare che anche molte altre persone si posizionano dietro le pedane per assistere al Trasporto.”
Questa la dichiarazione dell’assessore alle politiche Sociali Daniele Sabatini, in merito all’argomento .
“Voglio inoltre dare una notizia che, credo, sia importante per coloro che, invalidi al 100% e con accompagnatore, si troveranno a seguire stasera il Trasporto in Piazza del Plebiscito, dove appunto è stata segnalata l’assenza del servizio. Abbiamo provveduto a posizionare un WC chimico per disabili in Via dei Magazzini, dove grazie alla collaborazione degli stessi accompagnatori, degli anziani socialmente utili e dei volontari della Protezione Civile, i diversamente abili , potranno recarsi se necessario.”
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3set2010 | Home | Commenti disabilitati | ContinuedI Facchini della Macchina di Santa Rosa in visita al reparto Pediatria dell’ospedale di Belcolle
Come consuetudine, anche quest’anno, si è svolta la tradizionale visita, da parte dei rappresentanti dell’Avis di Viterbo e dei Facchini di Santa Rosa, al reparto Pediatria dell’Ospedale di Belcolle.
Le delegazioni dell’Avis, dei Facchini e dei Facchini delle due Minimacchine di Santa Rosa “Centro Storico” e “Pilastro”, il 2 Settembre 2010, in visita ai bambini, per fortuna pochi, hanno portato un momento di gioia e di festa, consegnando, a tutti i piccoli, gadgets dell’Avis, album da colorare e un facchino in pasta di marzapane, realizzato dalla ditta viterbese, ma di estrazione siciliana, il Catanese.
Numerose le presenze di chi è desideroso di portare solidarietà a chi soffre, infatti, oltre ai medici del reparto, tra cui il direttore, dottor Massimo Palumbo, erano impegnanti a esternare solidarietà ed amicizia, tra un lettino e l’altro, la caposala, Cecilia Brama, il presidente del Sodalizio dei Facchini, Massimo Mecarini, il facchino, Sante Fabbri, il presidente dell’Avis di Viterbo, Stefano Buzzi, il vice presidente vicario, Luigi Ottavio Mechelli, il professore Antonio Usai e Maurizio Federici, presidente del Gruppo donatori Avis del Consiglio comunale di Viterbo.
E’ a quest’ultimo che si deve l’idea di portare “Santa Rosa in Pediatria”, una sensibilità che ha visto il favore di tutti, in particolare di coloro che in un momento di disagio, non si sentono soli, non solo per l’affetto dei vivi, ma anche di quella fanciulla del Duecento, che sta in cielo per proteggere Viterbo ed i suoi abitanti.
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3set2010 | Home | Commenti disabilitati | ContinuedArena Valle Faul, il sindaco Marini dona a Marco Mengoni il Leone di Vitebo
“Al giovane talento della Tuscia Marco Mengoni con affetto, stima e l’augurio di sempre maggiori successi”. Questo il testo riportato accanto al leone, simbolo di Viterbo, che ieri sera il sindaco Giulio Marini ha donato al giovane cantante a conclusione del concerto all’Arena Valle Faul. L’appuntamento che ha visto protagonista l’artista di Ronciglione, voce rivelazione nel panorama della musica italiana di quest’ultimo anno ha attirato circa tremila persone. Giovani, adulti e famiglie, con gruppi di fans provenienti da diverse città d’Italia. Il concerto, inserito nel calendario del Settembre Viterbese, è stato organizzato dal Tuscia Operafestival in collaborazione con il Comune di Viterbo.

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3set2010 | Home | Commenti disabilitati | ContinuedTagli agli ospedali: il sindaco Mauro Mazzola: ”Almeno questa volta il primo cittadino Giulio Marini mantenga la promessa di convocare la Conferenza dei Sindaci”
«Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare». Lo dichiara il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola rispondendo al primo cittadino di Viterbo Giulio Marini in merito al probabile incontro con il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, per discutere sui tagli alla rete ospedaliera della provincia. «È sempre meglio agire. – prosegue – Sono passate tre settimane dalla riunione del 10 agosto del Comitato di Rappresentanza della Conferenza Locale per la Sanità e il primo cittadino Marini, mostrando un preoccupante immobilismo, non ha mantenuto la promessa di convocare la Conferenza dei Sindaci prima del 25 agosto. Ora mi attendo che lo faccia non oltre il 15 settembre, come da lui stesso affermato, anche perché dal 30 settembre i decreti del piano di riordino del sistema sanitario regionale diverranno esecutivi. In caso contrario, i sindaci dei comuni della Tuscia non rimarranno a guardare lo smantellamento degli ospedali della Tuscia».
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3set2010 | Home | Commenti disabilitati | ContinuedViterbo, 3 Settembre: il giorno del Trasporto della Macchina di S.Rosa
Questa è la data più attesa da tutta la popolazione viterbese: il 3 Settembre. Il giorno del Trasporto della Macchina di S.Rosa. Viterbo gremita di turisti, ma soprattutto di cittadini devoti alla propria patrona, che attendono, col naso all’insù, di vedere, nel buio della città spenta, svettare la statua della propria Santa, dall’alto della luminosissima Macchina di S.Rosa. Niente emoziona di più i viterbesi che il compiersi del tragitto, lungo e faticoso, per i facchini che, a spalla, portano il peso del “baldacchino”, alto quasi 30 metri e del peso di 5 tonnellate, al ritmo dell’inno dei Facchini, suonato dalla banda che precede l’arrivo della Macchina.
LA MACCHINA DI S.ROSA
Il nome del nuovo progetto dove si fondono tradizione ed innovazione è “FioredelCielo”.
Il basamento richiama gli elementi architettonici dei quartieri medioevali di Viterbo, come le scalinate e le fontane, e quelli iconografici tipici della città, come i leoni e le palme.
Al di sopra, tre grandi eliche si avvolgono verso il cielo accompagnate da nove angeli trionfanti. “FioredelCielo” è illuminata da centinaia di candele e impreziosita da centinaia di rose rosse. All’interno tre globi di diversi colori rappresentano le fasi della vita di Santa Rosa: l’ultimo la sostiene in una nuvola di luce.
CARATTERISTICHE
Materiali: Acciaio, alluminio, polistirolo, stucco, pittura ad acqua, tessuto trevira
Struttura: Traliccio in acciaio e alluminio
Illuminazione: LED, luci alogene, candele
Colore: Oro, rosso, verde, ocra
Decori: 900 rose
Dimensioni: 6 x 4.3 x h 28 m
Peso: 5 tonnellate
I FACCHINI
I Facchini, ovvero il gruppo delegato dalla comunità per effettuare il Trasporto e che simbolicamente offre se stesso per il riscatto di tutti; costituiscono il “motore della Macchina di Santa Rosa” e sono gli interpreti principali del Trasporto, i veri protagonisti dello spettacolo. Tutti i Facchini e gli aspiranti tali devono superare la “prova di portata”: introdotta nel 1968, consiste nel trasportare sulle spalle per circa 90 metri una “cassetta” riempita con lastre di ghisa del peso complessivo di 150 chilogrammi. La “prova” si svolge ogni anno alla fine di giugno all’interno dell’ex-chiesa di Santa Maria della Pace: chiesa sconsacrata, è stata concessa dal Comune ai costruttori della Macchina nel 1920 per tutto quanto concerneva la costruzione e la conservazione dei pezzi della Macchina.
Le prove vengono valutate da una commissione che, in base ai risultati, stila la formazione che effettuerà il trasporto il successivo 3 settembre. La posizione che ogni facchino assumerà durante il trasporto viene stabilita in base all’altezza e, soprattutto, all’esperienza. I Facchini che hanno effettuato un maggior numero di trasporti sono, in genere, posizionati sotto la base della Macchina e vengono chiamati “ciuffi”, dal particolare copricapo in cuoio imbottito, utilizzato per proteggere la zona cervicale, sulla quale ricade il peso maggiore. Ai lati della base si trovano le “spallette”, così chiamate perché durante il Trasporto sostengono la Macchina appoggiandola sulla spalla, e si distinguono in “spallette fisse” e “spallette aggiuntive”; queste ultime entrano in formazione solo nei tratti più larghi del tragitto.
Le “stanghette” si trovano davanti e dietro la struttura e hanno un compito molto importante, quello di attenuare le oscillazioni (dette accollate) della Macchina durante il trasporto.
Gli “addetti alle corde” e gli “addetti alle leve” intervengono solo nell’ultimo tratto del percorso: la salita. Mentre i primi tirano due lunghe funi agganciate nella parte anteriore della Macchina, gli altri spingono quattro leve posizionate dietro: il loro compito è quello di apportare nuove forze a sostegno della formazione e di sostenere la costruzione, spingendola in avanti per far si che rimanga stabile e che il peso sia distribuito equamente. Completano la formazione i “Cavalletti”, gli addetti ai supporti in legno sui quali la Macchina viene appoggiata durante le “soste”.
La formazione è guidata dal “Capo Facchino”, uomo di grande esperienza scelto tra i facchini che contano almeno 20 anni di trasporti; è aiutato, in questo arduo compito, da quattro “guide” poste agli angoli della Macchina che intervengono nei tratti più stretti del percorso.
I Facchini hanno una divisa che indossano nell’ambito dei festeggiamenti in onore di Santa Rosa e per qualche uscita pubblica, magari nell’ambito del volontariato. Essa è composta da: camicia bianca, pantaloni bianchi alla zuava, calzettoni bianchi, scarponcini neri con stringhe, fazzoletto bianco legato in testa “alla pirata” e fascia rossa in vita;i colori hanno il un significato simbolico: il bianco indica la purezza, in onore della Santa ed il rosso deve riportare alla mente l’abito cardinalizio dei primi uomini che trasportarono il Santo Corpo. il Capo Facchino e le guide hanno al contrario i pantaloni neri e una fascia con i colori di Viterbo (giallo e azzurro) a tracolla.
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3set2010 | Home | Commenti disabilitati | ContinuedSEL – una proposta per il sistema scolastico a Vetralla
In questi giorni prossimi all’apertura delle scuole sui giornali locali si è sviluppata un’ interessante discussione sulla questione dell’edilizia scolastica. Condividiamo l’invito rivolto dall’ex consigliere Sestito e da Codici al Comissario Carelli affinché venga indetta un’assemblea pubblica rivolta a tutti i genitori e alla cittadinanza, per illustrare quanto di buono è stato fatto dal Commissario stesso per risolvere l’emergenza e permettere la regolare apertura dell’anno scolastico e rassicurare in questo modo i molti genitori preoccupati.
Crediamo però sia opportuno che un gruppo politico non si limiti solo a soluzioni provvisorie e temporanee, ma debba invece sentire anche il dovere di proporre soluzioni di più ampio raggio, che possano risolvere la questione scolastica definitivamente, in modo tale che l’emergenza non si presenti regolarmente ad ogni inizio dell’attività scolastica, come successo negli ultimi anni a causa delle negligenze delle ultime amministrazioni.
E’ per questo che il gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà di Vetralla mette sul tavolo della discussione la propria proposta: la realizzazione di un plesso scolastico unico.
Consapevoli delle difficoltà economiche con cui la realtà comunale si deve confrontare, per sostenere i costi di un simile e ambizioso progetto non siamo contrari all’eventuale alienazione di parte dei sei edifici scolastici di proprietà comunale. Coi soldi ricavati da queste cessioni potrebbe essere possibile costruire un unico plesso scolastico che rispetti tutti gli standard di sicurezza richiesti, efficiente anche sotto il profilo energetico, realizzato in maniera moderna e in rispetto dell’ambiente, dotato di tutte quelle infrastrutture necessarie all’attività didattica e alla socializzazione degli alunni, restituendo dignità a quel ruolo, sociale e formativo, che la scuola da sempre ricopre all’interno di una comunità.
Ci auguriamo che questa proposta, così come quelle che ci hanno preceduto nei giorni scorsi, possano essere una buona base di partenza per iniziare una discussione che coinvolga la cittadinanza e le altre realtà politiche. Un dibattito serio che possa portare a dare finalmente delle soluzioni concrete e durature ad un problema che ogni anno sta diventando sempre più preoccupante.
Gruppo Sinistra Ecologia e Libertà di Vetralla
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3set2010 | Home | Commenti disabilitati | ContinuedNascita Comitato Ospedale S.Anna di Ronciglione
Si è svolta presso la sala dell’associazione Accademia Kronos la riunione del Comitato Ospedale S.Anna di Ronciglione. Presenti numerosi cittadini, ha aperto la riunione Rosalinda Bucciarelli, che ha chiesto l’impegno dei cittadini per il mantenimento dell’ospedale S.Anna.
Mantenimento delle sale operatorie del Day Surgery, della Ematologia dove ci sono attrezzature e strutture all’avanguardia che vanno ripristinate, dopo risolti i problemi , in particolare dell’acqua. Nel corso degli anni tutti gli ospedali si sono attrezzati con strumentazioni e con grandi professionalità e questi non possono andare dispersi. Ha poi posto in risalto che la cosiddetta ristrutturazione dei servizi è in realtà un taglio dei servizi che vengono fatti in particolare nelle provincie.
Aver scelto di far nascere questo comitato significa ricominciare dal basso con la politica dei cittadini.
Raimondo Chiricozzi si è ancora soffermato sui motivi della nascita del comitato dicendo che il primo motivo è quello di coinvolgere i cittadini e far rinascere la partecipazione, facendo ritornare la politica in mano ad essi. Il secondo, l’assenza a Ronciglione di iniziative contrastanti l’involuzione che sta prendendo la sanità pubblica, soprattutto nel Lazio e nel comprensorio servito dall’ospedale S. Anna di Ronciglione. Il terzo motivo, mentre a Tarquinia, a Civitacastellana, a Montefiascone stanno organizzando le barricate in difesa dei loro ospedali, a Ronciglione tutti stanno zitti, appecoronati alle decisioni della Regione.
“L’ospedale di Ronciglione – ha continuato Chiricozzi - ha una lunga storia e se è vero che tutto si modifica con il tempo, dobbiamo pretendere, però, che ciò che i nostri avi hanno costruito, venga salvaguardato.
Sappiamo anche della scelta effettuata dalla maggioranza del consiglio comunale di Ronciglione, di non votare l’ordine del giorno presentato dal PD. Purtroppo notiamo la non presenza del Sindaco e del PDL, maggioranza al Comune di Ronciglione, sebbene tutti gli amministratori siano stati invitati. Li inviteremo ancora perché crediamo che stiano facendo un grosso errore politico. Bisogna, però, lavorare per il coinvolgimento di tutti, cittadini e amministratori, perché l’ospedale di Ronciglione è un bene di tutti e quindi occorre, tutti insieme, ricercare modi e mezzi per tutelarlo nell’ interesse di tutto il comprensorio”.
Molti gli interventi qualificati di esponenti politici, tra questi l’ex Sindaco Bianchini, il consigliere capogruppo PD Giovagnoli, Simona Gatto del PD , Tajè Maria del giornale “Il Lavatoio di Sutri”, Diego Piermattei del Comitato regionale dei verdi, operatori sanitari e cittadini, che hanno lodato l’iniziativa della nascita del comitato dichiarandosi pronti a farne parte attiva ed hanno contestato le scelte della Regione Lazio, che non tiene conto delle reali esigenze dei cittadini e opera solo tagli alla sanità pubblica, in particolare delle provincie, mascherandoli come necessità riorganizzative.
Occorre, allora, una pressione costante e decisa dei cittadini per battere quello che è stato definito il romano-centrismo, che imperversa da tempo e sta trasformando i paesi delle provincie laziali e la loro cultura in dormitori, a tutto vantaggio della speculazione edilizia, a servizio della capitale e senza prospettive reali di sviluppo.
E poi per farlo comprendere ai politici della provincia di Viterbo che poco o nulla fanno per contrastare questo fenomeno. Anzi …
A Roma non interessa se nelle provincie ed in particolare nel viterbese, i trasporti pubblici sono inesistenti, ed è obbligatorio l’uso della macchina privata, per andare nella cattedrale nel deserto che è Belcolle, con l’aggravio per l’ambiente e per le tasche.
A Ronciglione c’è l’ospedale da secoli. Prima sorgeva presso il Castello Della Rovere, poi venne spostato presso la Chiesa di S.Anna ( l’attuale consultorio), infine dal 1910 occupa l’edificio attuale ampliato negli anni 70 con un nuovo fabbricato; nel 1980 aveva 120 posti letto occupati al 90%, divisione di medicina, di chirurgia, radiologia, analisi cliniche, ambulatori e una scuola per corsi di riqualificazione. Era un ospedale all’avanguardia invidiato da tutti, poi è arrivata la decadenza, che è arrivata per tagli continui e successivi: prima chirurgia, poi ostetricia, poi le degenze.
Per il non declassamento, il potenziamento e miglioramento dell’Ospedale S. Anna, tutti i cittadini hanno contribuito. Ci sono stati contributi volontari dei cittadini, del banco di credito cooperativo, un anno di IRPEF e c’è poi il lascito testamentario di Della Manna, del quale non se ne parla più, perché è stato incamerato dallo Stato con la legge istitutiva delle unità sanitarie, che non sarebbe male valutare, come chiedeva sempre Raffaele Bigonzoni, se sia possibile intentare una causa per riportare quel finanziamento a chi era destinato e cioè all’ospedale S.Anna e ai suoi utenti.
Adesso, nonostante tutto, o se vogliamo grazie a tutto questo, l’ospedale S. Anna è una realtà diversa, che non dovrebbe far temere per la chiusura, eppure c’è chi paventa questa ipotesi, che sarebbe un enorme danno per Ronciglione e per tutti i paesi vicini.
La crisi economica, non dà certezze, perché la strategia è sempre quella di farla pagare ai ceti medio-bassi, togliendo servizi al pubblico per regalarli al privato, e inoltre, è da tenere presente, che, oltre che alla romano-centrica, siamo di fronte alla strategia Viterbo-centrica, che da sempre tenta di svuotare gli ospedali dei paesi limitrofi.
Per questo i presenti alla riunione unanimemente hanno chiesto che il piano regionale venga rivisto e di porre in essere iniziative di salvaguardia e di potenziamento della struttura ospedaliera del S.Anna.
Queste le proposte emerse dalla riunione:
1- Mantenere, all’ospedale S.Anna, gli attuali servizi esistenti e cioè:
– gli ambulatoriali senza nessuna riduzione, il primo soccorso, il laboratorio di analisi;
– la DAY SURGERY che esercita ha una funzione di filtro, utile anche alle sale operatorie dell’ospedale Belcolle;
2- La riapertura completa di Ematologia, da rivendicare evitando trasferimenti definitivi. E’ bene ricordare che è stata chiusa soltanto la degenza mentre il Day Hospital è tutt’ora funzionante.
La riunione è terminata con la conferma della necessità della ricerca di ampie convergenze e del coinvolgimento massimo dei cittadini.
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3set2010 | Home | Commenti disabilitati | Continued
Suv travolge Ape50: muoiono un anziano e una bambina di 4 anni
Due persone, una bambina di 4 anni ed un uomo di 82, Giorgio Rapiti di Carbognano, sono deceduti in un incidente stradale avvenuto sulla strada Faleriense, presso la frazione di Faleri, nel comune di Fabrica di Roma. In base alle prime ricostruzioni, sembra che l’Ape 50 su cui viaggiava l’uomo, sia stato colpito in pieno da un Suv, una Mercedes 270, alla cui guida stava una 40enne di Fabrica di Roma. A bordo dell’auto viaggiava anche la bambina deceduta presso lì’ospedale Andosilla di Civita Castellana, subito dopo l’incidente. L’uomo è morto sul colpo. La donna è stata soccorsa e ricoverata per le lesioni riportate.
4 Settembre, la Notte Rosa di via Saffi

Via Saffi si sta preparando a vivere la sua prima Notte Rosa. A promuovere e ad organizzare l’iniziativa il Centro Commerciale Naturale ViviAmo il Centro Storico in collaborazione con Leonardo De Angeli. L’appuntamento, promosso con il patrocinio del Comune, della Provincia di Viterbo e dell’Asi Ciao, è in programma per la serata del 4 settembre, a partire dalle ore 21. Ce ne sarà per tutti, giovani, grandi e bambini. Musica, shopping, degustazioni e addirittura una mostra di auto e moto da corsa. Non mancherà un importante appuntamento con la tradizione viterbese. Ma andiamo con ordine. “Il colore rosa e la data del 4 settembre ovviamente non sono casuali – ha spiegato Enzo Cianfanelli, il presidente del Centro Commerciale Naturale di via Saffi costituitosi lo scorso aprile -. Quest’appuntamento vuole essere un’occasione di festa. I riflettori saranno puntati principalmente sulle vetrine dei commercianti di via Saffi, rigorosamente vestite di rosa che resteranno aperte fino a tarda notte. Bar e ristoranti proporranno piatti e cocktail, così come verranno distribuiti cappellini, palloncini, zucchero filato e gadget a tutti coloro che sceglieranno di condividere la serata con noi. Verrà allestita una mostra di auto d’epoca e di prototipi di auto e moto da corsa, la musica di Radio Verde sarà la colonna sonora della manifestazione”. Tra gli appuntamenti della serata la consegna di una targa ai facchini di Santa Rosa da parte degli esercenti, soci del CCn ViviAmo il centro storico. Il tutto intorno alle 21,45, all’altezza della scalinata che congiunge via Saffi a via Cavour. Subito dopo, un altro momento dedicato alla tradizione. “Viterbo vanta ben due Sante che si chiamano Rosa – dice ancora il presidente del Centro commerciale Naturale Cianfanelli. Alla giovane fanciulla a cui ogni anno viene dedicato il trasporto della Macchina si affianca Rosa Venerini. A tal proposito, proprio per questa serata, il cavalier Marco Guglielmi ha lanciato e sostenuto l’idea di un gemellaggio tra le due sante viterbesi. Il tutto si concretizzerà a partire dalle 21,30, quando un corteo storico con le sbandieratrici partirà da piazza delle Erbe per raggiungere i facchini e le autorità sul palco, per poi dirigersi verso piazza San Carluccio, dove verrà posta nella nicchia vuota sopra la fontana, un’icona realizzata dallo stesso Guglielmi. A partire dalle 22,30 la serata si trasformerà in una grande festa, dove la musica dei TAMAO e il divertimento saranno i principali protagonisti di questa prima edizione della Notte Rosa” (www.viasaffi.com).
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